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IL SOLE 24 ORE: EXPORT E MERCATO INTERNO NELLO SCATTO DI STREPARAVA

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Il 30 dicembre 2015 Il Sole 24 Ore ha pubblicato questo rilevante articolo che racconta non solo dell'ultimo successo ottenuto da Streparava in Germania ma anche e soprattutto dei risultati scaturiti grazie allo sforzo profuso per continuare a investire in ricerca e innovazione

 

Il caso: Maxi commessa pluriennale in Germania – Ricavi 2015 in crescita del 9%

 

“Eh si, una bella botta direi”. Perché in effetti, i 15 milioni di euro all'anno “conquistati” con l'ultimo ordine, rappresentano per Pier Luigi Streparava una garanzia in più sui ricavi dei prossimi anni,una commessa che prenderà il via entro la fine del 2016 in grado di valere circa il 10% dei ricavi del gruppo. Capace di battere i concorrenti tedeschi, a casa loro, nella fornitura del settore auto. Per la filiera italiana dell'automotive questi risultati non rappresentano affatto un'eccezione, ed è il motivo per cui una vasta area della meccanica, non solo quella legata alle forniture di Fca, nel 2015 ha potuto contare su una crescita sostenuta dei volumi.

 

Un esempio è proprio Streparava, multinazionale basata ad Adro, nel bresciano, specializzata nella componentistica, in particolare per i veicoli commerciali. L'ultima “vittoria del gruppo è però legata all'auto, con una commessa pluriennale vinta proprio in Germania. “Una gara indetta da un costruttore tedesco - spiega il presidente del gruppo Pier Luigi Streparava – per cui erano in lizza i maggiori fornitori mondiali, tra cui molti locali. Abbiamo vinto noi, assicurandoci un ordine pluriennale che può arrivare sino a 15 milioni all'anno”. La produzione che riguarda componenti per la sospensione, prenderà il via tra la fine del prossimo anno e l'inizio del 2017, andando a saturare ulteriormente la struttura produttiva.

 

“Margini disponibili ne abbiamo ancora – spiega Streparava – ma in ogni caso serviranno almeno una decina di nuove assunzioni, non c'è dubbio. Faremo tutto in Italia, e quello che mi meraviglia, in effetti, è la capacità competitiva che le nostre aziende riescono a dimostrare pur in presenza di un quadro di sistema sfavorevole. Dove se prendiamo ad esempio fisco, energia e burocrazia partiamo in chiaro svantaggio rispetto ad altri paesi”. Il gruppo, fondato nel 1951, è cresciuto negli anni sviluppando anche sedi i Spagna, Brasile e India, arrivando a realizzare ricavi consolidati per 150 milioni di euro in una realtà da 700 addetti, più della metà dei quali dislocati in Italia. Negli anni è stato in grado di diventare partner dei maggiori brand dell'automotive globale, puntando in particolare sulle capacità innovative e sugli investimenti in ricerca e automazione. “Anche se guardiamo all'ultima commessa – a cui lavoravamo da mesi – devo dire che l'aspetto vincente è stato quello tecnologico, abbiamo portato il potenziale cliente qui, ad Adro, per vedere l'automazione delle nostre linee e il livelli qualitativi che riuscivamo a realizzare”.

 

Il 2015 per il gruppo si chiude con risultati superiori alle attese e ricavi in crescita tra l'8 e il 9%, grazie alla tonicità della domanda globale del settore automotive. “Un anno partito in sordina – spiega Streparava – ma poi progressivamente in accelerazione. Sulla base delle commesse acquisite, al momento abbiamo ordini che saturano l'intera produzione 2016”. Domanda in arrivo dai mercati esteri (con export diretto e indiretto che vale poco meno della metà dei ricavi) ma anche dalle aziende italiane, come ad esempio Same-Deutz Fahr, Multinazionale di Treviglio (Bg) che ha commissionato a Streparava lo sviluppo di una sospensione indipendente per un nuovo modello di trattore. “Una buona parte dei nostri ricavi e della nostra crescita viene da qui, il mercato domestico in effetti si è risvegliato. Saremmo già molto soddisfatti se nel 2016 potessimo confermare per l'Italia le performance dell'anno precedente”.

 

Un quadro mediamente roseo, nonostante le tante incertezze, anche se nel passare dai ricavi ai profitti le valutazioni cambiano un poco. “E' un tema comune a quasi tutte le aziende – conclude l'imprenditore – perché negli ultimi anni i margini si sono erosi ovunque. Situazione che non credo sia sostenibile a lungo: chi vuole restare competitivo deve investire e per farlo servono risorse”.

 

FONTE: IL SOLE 24 ORE

   
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